Il 18 luglio a Soverato presentazione del romanzo “Nandèra. Il ragazzo della profezia”

Un incontro per parlare del suo nuovo romanzo, ma anche per testimoniare la sua convivenza con la disprassia e spiegare l’importanza della scrittura per sensibilizzare l’opinione pubblica rispetto a un disturbo ancora poco raccontato e poco conosciuto. Si tratta dell’appuntamento con Pierluigi Cuccitto, autore di “Nandèra. Il ragazzo della profezia”, che il 18 luglio, alle ore 19, sarà nella cittadina jonica di Soverato, presso la libreria “Non ci resta che leggere”, via Solferino 1.

Cuccitto dialogherà con Laura Montuoro, scrittrice e direttrice dell’agenzia letteraria “Grafèin”, e parlerà del suo ultimo libro, un romanzo tra il fantasy e il fiabesco, pubblicato a maggio scorso per Apollo Edizioni: un romanzo che è l’elogio della lentezza e più in generale della “diversità” di chi non può, o non vuole, seguire il passo di una società dominata da efficientismo e frenesia e che si contrappone alla “magia” intesa come capacità di sognare e di andare oltre il torpore di una quotidianità ingrigita e alienante.

Un tema, quello al centro del libro, che l’autore propone nel romanzo anche alla luce del suo modo di essere persona con disprassia, “un disturbo – spiega Cuccitto – da cui deriva la mancanza degli automatismi che collegano il pensiero e l’azione e che comporta la necessità di modellare la vita con ritmi rallentati”. Dunque, un libro ispirato “al disagio che io – racconta l’autore -, in quanto disprassico, sento molto rispetto a una società frettolosa e senza pietà per chi rimane indietro”. Una questione che l’autore affronterà nel corso della presentazione del libro a Soverato e che ha trattato con sfumature simili nel suo precedente romanzo, “Il ragazzo in ritardo”, pubblicato per Tabula Fati, e nei suoi “Racconti disprassici”, pubblicati sul suo blog personale.

“Nandèra. Il ragazzo della profezia” è il primo romanzo di una serie di tre e racconta le vicende di Joan, giovane orfano contadino che un giorno riceve la visita del mago Borèo. Il mago è convinto che il destino del ragazzo sia legato a una profezia e vuole farne il suo erede, poiché la “magia” rischia di scomparire dalla terra immaginaria di “Nandèra” e di essere cancellata da una strana “setta mercantile-religiosa”. Una setta che vuole imporsi guerreggiando al grido di “Rapidità”, di “Efficienza” e di “Non perdere tempo”.

Riguardo alle scelte stilistiche e di genere, con questo romanzo l’autore mette insieme fantasy e stile fiabesco. “Questo libro – sottolinea Cuccitto – nasce con la premessa delle Fiabe italiane di Italo Calvino che mi hanno spalancato un mondo davanti. Mi sono reso conto – spiega l’autore – che il fantasy oggi ha bisogno di strade nuove e di esplorare un mondo in cui anche le fiabe possono trovare il loro posto”.