Alcune osservazioni al volo:
– Rischio di terremoto. La Calabria è stata devastata da terremoti nei secoli XVI, XVII, nel XVIII apocalittico quello del 1783, XIX, e infine nel 1908. Dopo ogni sisma, i luoghi abitati sono stati ricostruiti; e la ricostruzione dopo il 1783 è un modello ineguagliabile di urbanistica e di correttezza.
– Avvengono terremoti in ogni angolo del mondo, dove la gente continua a vivere e costruire di tutto, anche ponti e grattacieli. Esempio, Giappone e California.
– La Sicilia si allontana dalla Calabria… di qualche millimetro ogni secolo… Ebbene, il ponte sarà un tantino allungato dai posteri, nati natorum et qui nascentur ab illis. Ammesso se ne accorgano.
– Il paesaggio. L’area dello Stretto non è una deserta isola della Polinesia cara agli intellettuali depressi; è una delle zone più popolate d’Europa; e il suo panorama è fatto di due grandi città e molti altri luoghi, nessuno dei quali è stato creato dalla natura, bensì tutti dagli uomini.
– Per la storia, si dissero molte cose sull’origine di Reggio, e vi rimando all’apposito capitolo del mio libro; più o meno, andiamo nel II millennio a.C. Lo stesso per Zancle, detta poi Messana e Messina. Sono antichissime città umane, non piovute dagli alberi come le noci di cocco.
– Ecologia. Siamo tutti stati a Villa San Giovanni in mezzo a file di migliaia di auto e TIR, e a respirare le peggiori puzze. Agli abitanti e politici piace così?
– Consumo di carburanti e usura di motori. Vedi sopra.
– Lentezza di collegamenti tra l’Italia e la Sicilia, senza scordare il mare agitato.
– Lavoro gigantesco, con mobilitazione di capitali e ciclopico indotto. Ebbene, è proprio quello che serve alla Sicilia, e soprattutto alla dormiente Calabria.
– Pedaggio nettamente inferiore all’attuale.
– La mafia. Quisquiglie, se funzionano forze dell’ordine e magistratura.
– I professionisti dell’antimafia segue cena, cambino mestiere.
– Anche i traghetti hanno un buon lasso di tempo per andarsene in pensione o cambiare rotta.
Ulderico Nisticò