L’Herpes sulle labbra

Ogni tanto capita di salutare un amico per la strada e di ritrovarlo pieno di crosticine attorno alla bocca.  E’ lo stress! gli ripetiamo noi, perchè ci hanno insegnato che l’Herpes ci colpisce quando siamo parecchi stressati.

La dizione comune è “La febbre delle labbra”, di cui è responsabile l’Herpes labiale, un virus che si ritrova sulle labbra o attorno alla bocca ed è facilmente trasmissibile.

 Come avviene la trasmissione?

Perchè il contagio tra due persone possa avvenire è necessario che siano presenti contemporaneamente due fattori. Cioè, il virus deve essere trasmesso durante l’infezione e la persona da contagiare deve avere una zona in cui il virus può penetrare nell’organismo, come ad esempio una piccola ferita o la mucosa della bocca. Basta un bacio, insomma, perchè il virus salti da una parte all’altra, un po’ come accade quando una ragazza ha l’Herpes e l’altro desidera condividere la disgrazia per dimostrare che l’ama.

Non solo, l’Herpes può sopravvivere diverse ore sulle superfici umide a temperatura ambiente, proprio come quella di un bicchiere o del collo di una bottiglia, pertanto anche l’abitudine di scambiarsi bicchiere o la bottiglia è sconsigliabile perchè il virus ha buon gioco per riuscire a contagiare un’altra persona.

Ancora peggiore è l’abitudine adolescenziale di condividere i cosmetici per le labbra come i rossetti, che diventano così un rapido veicolo di contagio.

Talvolta può anche capitare che una persona distratta tocchi la zona dove c’è l’herpes e poi tocchi subito altre parti del corpo, trasportando il virus in zone diverse del corpo. Un classico esempio è quello di giocare con le crosticine e poi magari decidere di indossare le lenti a contatto, rischiando di infettare l’occhio e di produrre una infezione ancora più grave: la cheratite erpetica, responsabile nei casi gravi addirittura della cecità. 

Ne consegue che l’Herpes può essere facilmente gestibile, basta essere accorti e dimenticare tutte le pratiche di scambio tipiche del sabato sera, quando si vede un solo bicchiere che gira di mano in mano al punto che potrei quasi vantarmi di aver bevuto nel bicchiere della più bella che sta a solo 150 metri da me ed è di spalle.

 Chi è colpito?

Di solito si entra in contatto col virus fra i 3 e i 5 anni di età, di questi solo il 20% in età adulta può presentare l’infezione. Il contatto avviene con i genitori o altri adulti infetti.

Anche in età più avanzata può avvenire il contagio, ma è meno probabile proprio per le accortezze che un adulto dovrebbe osservare per evitare il contatto infetto. Ma una volta che entriamo in contatto con l’Herpes cosa succede? E poi, perchè ritorna? Cominciamo a capire cosa succede dopo il contagio.

Cosa fa l’Herpes dopo il contagio?

Una volta entrato nell’organismo, il virus raggiunge il midollo spinale, correndo lungo il nervo più vicino alla zona di ingresso. Qui si stabilisce e rimane a riposo senza dare alcun segno della sua presenza. In alcune circostanze, il virus si risveglia e ritorna indietro fino alla superficie da cui è entrato, dove si scatena fino a creare quelle lesioni tipiche.  Dopo 8-15 giorni il virus ritorna al midollo spinale per una nuova fase di riposo.

Ma cosa risveglia il virus dal letargo? Una serie di cause che hanno in comune l’indebolimento delle nostre difese immunitarie. Ad esempio lo stress fisico e psichico: provate a fare l’Autostrada Salerno-Reggio Calabria ed è facile vi venga uno sfogo al labbro. Anche le mestruazioni e la gravidanza possono indurre il risveglio del virus. Così il caldo e freddo intensi (come una bella giornata di sole o il freddo in montagna). Aggiungiamoci poi gli interventi chirurgici, i farmaci di tipo cortisonico e le patologie gravi tipo l’Aids che indeboliscono il sistema immunitario. Anche se il caso più comune rimane la classica influenza invernale che non solo manda in malora le vacanze di Natale, ma riduce anche le possibilità di rapporti sociali a causa dello sfogo dell’immancabile Herpes in seguito alla febbre, basta vedere che succede durante l’infezione.

Durante l’infezione, cosa vediamo?

Dividiamo le varie fasi in giorni, senza una eccessiva precisione temporale.

Il 1° giorno, il virus che ha già raggiunto la pelle dà i primi segnali, come sensazione di prurito, bruciore, formicoli e pizzicore. La zona in cui è presente il virus può risultare insensibile oppure al contatto provocare dolore. A volte, chi ne soffre da molto tempo riconosce subito i sintomi del primo giorno e lo dice agli altri che ovviamente non gli credono e lo guardano male. Dopo qualche ora, la pelle arrossisce, quindi si gonfia e cominciano a comparire delle piccole sporgenze, chiamate papule. Qualche ora ancora e le papule vicine si raggruppano.

Il 2° giorno, le sporgenze chiamate papule diventano delle bollicine piene di liquido, dette vescicole. Le vescicole possono riempirsi di pus e diventare ancora più infettive. In questo caso parliamo di pustole.

Il 3° giorno, le vescicole o le pustole si rompono e il liquido che fuoriesce è altamente contagioso. Poi il liquido si secca e si forma una crosta giallastra morbida. E’ il momento in cui chi ne soffre dice: sta maturando! come fosse una pera da raccogliere.

Tra il  4° e 9 giorno, la crosta diventa dura. Il dolore si riduce e può aumentare il prurito, ma è anche il momento in cui il rischio di contagio si riduce al minimo

Tra il  9 giorno e il 13 giorno, la crosta cade e il virus ritorna al midollo spinale per mettersi in fase di riposo.

Come si cura?

Basta una crema antivirale da applicare più volte al giorno, che può bloccare la diffusione del virus in altre zone e accorciare i tempi di guarigione, e sopratutto tanta pazienza. Tocca adesso sfatare qualche mito. Il dentifricio non asciuga le croste, anzi così facendo si infetta il dentifricio stesso e quando ci laviamo i denti rischiamo di trasportare l’Herpes dentro la bocca. Il limone, che dall’Alto Medio Evo si usa ogni volta che compare qualcosa in viso, serve solo ad aromatizzare il virus e renderlo più godibile agli astanti. L’aceto non disinfetta ed è buono solo per l’insalata. Per non parlare dell’olio bollente che qualche nonna, che non sa di Telefono Azzurro, propina ai nipoti come rimedio ultimo prima di chiamare il sacerdote per l’esorcismo. Ho lasciato per ultimo il più pericoloso, pure più pericoloso della nonna, cioè quello che mette la Gentalyn Beta dappertutto e a prescindere dalle malattie. Le pomate cortisoniche non servono, peggio ancora quelle con l’antibiotico, con l’aggravante che rischiate di infettare la crema e se poi l’applicate da qualche altra parte potreste trasferire l’infezione in un altro punto del corpo.  

E una volta che si è scatenata l’infezione?

Dobbiamo evitare di toccare le vescicole e, soprattutto, nel caso accada non dobbiamo toccarci gli occhi, ma subito corriamo a lavarci le mani.
Non tocchiamo i bambini o baciamo altre persone, tipo a Pasqua sul lungomare, giusto per intendersi.
Usiamo posate, bicchieri e tovaglioli del tipo usa-e-getta.
Laviamoci il viso  stando attenti a non toccare le vescicole.
Evitiamo l’esposizione al sole.
Non mangiamo cibi troppo caldi o freddi che irritano le lesioni.  

I consigli del farmacista

C’è qualche rimedio che può alleviare il fastidio? Il dolore ed il prurito sono veramente fastidiosi, pertanto delle applicazioni continue di ghiaccio possono ridurre il dolore e lo sviluppo del virus. Inoltre, in quei 12 giorni evitiamo cibi troppo salati e piccanti che irritano le lesioni, scatenando un terribile prurito.

E quando le croste saranno finalmente scomparse, è consigliato applicare una crema disinfettante più volte al giorno, perchè le lesioni possono nel frattempo essere infette da batteri: è un caso raro, mi è capitato una sola volta ma vi assicuro che non è un bel vedere.

Corbellerie dalla rete

La Caffeina e quindi alcuni prodotti alimentari e bevande contenenti caffeina possono agire come un fattore scatenante di un nuovo focolaio di herpes labiale. Se siete sensibili a tali cose come il caffé, cioccolato, ecc è meglio limitare il consumo di questi elementi per ridurre le possibilità di una nuova infezione.

A parte il fatto che privare una persona di una stecca di cioccolato dovrebbe essere considerato reato da punire penalmente, mi viene in mente che il cioccolato stimola le endorfine che provocano piacere all’organismo. E siccome l’Herpes è spesso causato dallo stress forse è il caso di aiutarsi proprio con una tavoletta di cioccolato, che di caffeina ne ha molto poco. Di sicuro non ci sono evidenze cliniche sul caffé, ma si può ipotizzare che tanti caffé al giorno possano aumentare la tensione di un organismo e quindi incidere sullo stress. 

Anche se molte volte i dottori sono molto solerti nel sconsigliare rimedi con cura naturale, visti i successi avuti precedentemente in altri campi, ho deciso di provare altri rimedi ed è così che ho scoperto un metodo che ad oggi risulta essere il più pratico e veloce e soprattutto efficace per curare l’herpes. Non appena si hanno i sintomi della comparsa dell’infezione cutanea, o anche al comparire delle prime bollicine, è sufficiente prendere un batuffolo di cotone, bagnarlo con un po’ di aceto di vino scuro e tenerlo per circa un’ora sulla lesione (parliamo sempre di herpes simplex labiale); in brevissimo tempo vedrete le fastidiose bollicine trasformarsi in croste e dimezzerete così i tempi di guarigione senza l’assunzione di nessuna medicina e in un modo veramente naturale.

 E se l’aceto fosse di vino chiaro?

Appare chiaro che l’Herpes labiale è in fondo una patologia non grave, se gestita bene, ma solo abbastanza fastidiosa. E’ più facile, se ci riuscite, evitare quei cattivi comportamenti che favoriscono la trasmissione della più banale delle febbri: la febbre delle labbra, appunto!

Filippo Apostoliti

Il presente articolo ha carattere divulgativo e non consultivo. Non può e non deve sostituirsi al rapporto paziente – medico, che rimane l’unico interlocutore per la corretta diagnosi e terapie delle patologie trattate.